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Lo spunto di oggi – Lee Strasberg e lo spreco – II

“Vedo problemi personali, qui e fuori, ma chiamare qualcuno per parlargli di questo mi sembrerebbe un’intrusione. L’unica soluzione è la creazione di un qualche sforzo che possa incorporare l’attività di queste persone, che non impedisca di lavorare con altri, ma che allo stesso tempo significhi che il vostro bisogno di svilupparvi, di progredire e di vivere il tipo di vita artistica, il tipo di carriera che noi tutti ci auguriamo quando vediamo un talento davvero promettente, abbia qualche opportunità di essere realizzato.

Per me è questo il futuro dello Studio: che un insieme unito di persone, sia in qualche modo in rapporto conuno sforzo tangibile, coerente e continuo. E’ questo il sogno che ho sempre avuto. E’ questo, innanzitutto, che mi ha condotto in teatro. E’ questa la cosa che mi ha portato a impegnarmi nell’Actors Studio. E adesso che vedete il tipo di risultato al quale può arrivare qui il talento individuale, è tempo di pensare un po’ di più alla nostra responsabilità nei confronti di quel talento individuale. (…)

Potrei nominarvi una lunga fila di persone con un talento che considero di prim’ordine. Eppure non hanno contribuito al teatro in alcun modo misurabile, eccetto quando stavano cercando di affermarsi. In quel periodo combattete fino all’ultimo, cercate di ottenere quello che volete, ma una volta che arrivate dove volete essere, in qualche modo tutto diventa solo lavorare per avere abbastanza soldi, in modo che una volta o l’altra possiate fare ciò che volete davvero.

Ma una volta o l’altra non arriva mai. Invece arriva qualcos’altro che vi sfinisce e si ripaga con pezzi di cuore e di anima e di talento e di mente e di incentivo e di iniziativa, e in ogni altro modo. Ho visto Jimmy Dean. Avevo questa sensazione con Jimmy. Quando Jack mi chiamò, non piansi. Dissi solo: “Lo sapevo. Lo sapevo”. Quello che sentivo era lo spreco assoluto – e anche il senso di responsabilità – ma non sapevo cosa diavolo farci.

Per il talento possiamo fare qualcosa. Possiamo alimentarlo. Possiamo lavorarci su. Qui abbiamo costruito un luogo per questo. Ma questa cosa… sono confuso. Non so. Ed è questo il vero problema dello Studio.”

Grazie, maestro. Pur non avendo raggiunto alcun successo, sento risuonare queste parole anche per me.

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