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Il fatto di oggi – Good night, Milano, and good luck

Inoltro il testo che i ragazzi della Paolo Grassi hanno redatto alla fine delle battaglie.

Voglio ringraziarli pubblicamente – come già fatto di persona – per l’atteggiamento franco, diretto, leale che hanno sempre tenuto.

Cosa succede alla Scuola Paolo Grassi

Luglio – ottobre 2009 storie di arroganza e distruzione.

  • Il 21 luglio il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Scuole Civiche Milano non riconferma il direttore della Scuola Paolo Grassi Maurizio Schmidt dopo soli due anni di direzione e senza addurre motivazioni di alcun tipo.
  • Lo stesso 21 luglio la Fondazione pubblica sul proprio sito internet il bando per la nuova direzione, evidentemente preparato in precedenza.
  • Il 23 luglio docenti e studenti della Scuola comunicano alla Fondazione con un documento il loro sconcerto per questa decisione e la loro forte preoccupazione riguardo all’avvio dell’anno scolastico 2009-2010. Inoltre chiedono a Maurizio Schmidt di ricandidarsi.
  • Il 31 luglio, una settimana dopo la decisione di non riconfermare il direttore, il Consiglio di Indirizzo della Fondazione decade e viene nominato il nuovo Consiglio.
  • Tra luglio ed agosto sottoscrivono l’appello di allievi e docenti numerosi esponenti del mondo del teatro e della cultura tra cui Sergio Escobar, Maurizio Scaparro, Paolo Rossi, Marco Baliani, Gabriele Vacis, Elio De Capitani, Toni Servillo, Danio Manfredini, Emma Dante, Moni Ovadia, Serena Sinigaglia, Anatolij Vassiliev e molti altri.
  • Dall’1 settembre la nuova direttrice ad interim della Scuola è la Dottoressa Anna Fellegara, direttrice vicaria della Fondazione Scuole Civiche di Milano.
  • Il 7 settembre si chiude il bando indetto dalla Fondazione. Maurizio Schmidt, sostenuto da allievi e docenti ha ripresentato la sua candidatura. Gli allievi si mobilitano e fanno due presidi, uno di fronte alla sede della Fondazione e uno fuori da Palazzo Marino chiedendo la riconferma di Maurizio Schmidt almeno per un altro anno a salvaguardia della continuità didattica. In seguito gli allievi vengono ricevuti dall’Assessore alla Cultura Finazzer Flory il quale dichiara che è necessario tenere in considerazione le voci degli allievi.
  • La Dottoressa Anna Fellegara decide di avvalersi come coordinatore didattico della Scuola del Professor Gaetano Sansone, docente della Scuola di Cinema e Televisione. Gaetano Sansone risulta però allo stesso tempo candidato alla direzione della Scuola. Gli allievi non riconoscono il ruolo di Sansone trovando profondamente scorretto che uno dei candidati svolga, prima dell’esito del bando, un ruolo di direzione all’interno della Scuola.
  • Nel corso di settembre gli allievi organizzano presso la Scuola il Festival delle Pre-Occupazioni. Durante le serate si susseguono diversi artisti che portano la loro solidarietà e dialogano con il pubblico. Tra gli altri partecipano: Moni Ovadia, Elio De Capitani, Serena Sinigaglia, Compagnia delle Furie, Mimmo Sorrentino, Compagnia Alma Rosè, Compagnia Expoi, Arianna Scommegna, Eugenio Allegri, Renato Sarti, Paolo Rossi e la Compagnia Babygang, Lella Costa e Ottavia Piccolo.
  • Gli allievi incontrano alcuni Consiglieri del Comune di Milano, tra cui il dott. Mardogan, presidente della Commissione Cultura, il quale fa proprie le rimostranze degli studenti e auspica una soluzione a breve del problema con un ritorno di Schmidt alla direzione della Scuola almeno per un altro anno.
  • Lunedì 5 ottobre la Fondazione, con un comunicato stampa inviato contemporaneamente all’Ansa e alla Scuola Paolo Grassi, comunica che il Consiglio di Indirizzo non ha trovato soddisfacente nessuno dei binomi candidato-progetto che si sono candidati. La decisione è quella di affidare un interim di direzione al dott. Bua, direttore della Fondazione Scuole Civiche nel frattempo rientrato dall’aspettativa che lo vedeva vacante da diversi anni. Inoltre si assicura che la Scuola partirà con regolarità.
  • Lunedì 12 ottobre il dott. Bua convoca docenti e allievi e comunica che richiede la collaborazione dei coordinatori (chi non sarà disponibile sarà sostituito), perché costruiscano la programmazione dell’anno, inoltre richiede che il Prof. Massimo Navone (che non è disponibile a tale richiesta) sia il coordinatore dei coordinatori. Comunica inoltre che si avvarrà di un consulente esterno per guidare il processo che dovrebbe portare la Scuola all’interno dell’AFAM, ovvero la trasformazione della Scuola in Università.
  • Martedì 13 ottobre la Commissione Cultura del Comune di Milano convoca il Dott.Paolucci, presidente del Consiglio di Indirizzo della Fondazione, e il Dott Bua per una seduta specifica sulla situazione della Paolo Grassi. Consiglieri di maggioranza e opposizione chiedono duramente le motivazioni che hanno portato alla non riconferma di Schmidt, le motivazioni della presenza di uno dei candidati, il Prof. Sansone, all’interno della Scuola in qualità di coordinatore didattico e indicano nella riconferma di Schmidt per un altro anno l’unica soluzione possibile per garantire il prestigio della Scuola. Paolucci e Bua rispondono scaricando le responsabilità sul Consiglio di Indirizzo precedente e sulla Direzione precedente.

Questi sono solo alcuni dei fatti più significativi e ufficiali occorsi da luglio ad oggi.

In questo breve resoconto non traspare adeguatamente l’arroganza della Fondazione Scuole Civiche che dopo diverse richieste formali di incontro da parte dei docenti ( la prima delle quali risale a metà luglio) li convoca solo il 12 di ottobre.

Non traspare la violenza con cui la Fondazione Scuole Civiche procede allo smantellamento di quanto costruito negli ultimi due anni, tra cui l’Ufficio Sviluppo guidato da Mimma Gallina che viene raso al suolo.

Non traspare che la Scuola non è ancora partita, potrà partire d’ufficio a breve ma, a livello di progetto didattico, l’anno è stato bruciato.

Non compare il percorso di dialogo che gli allievi hanno sempre mantenuto aperto con la Fondazione e che è stato costantemente disatteso dall’atteggiamento e dalle scelte della Fondazione stessa.

Non traspare l’umiliazione dei docenti storici della Scuola, quasi tutti dopo molti anni ancora con contratti a progetto, messi in discussione, a cui non viene garantita la partecipazione ai Consigli di Corso (che diventano incontri tra 2 -3 docenti), tanto meno la possibilità di insegnare in questo anno scolastico pronti a finire sulla lista dei buoni o dei cattivi.

Non traspare nemmeno l’umiliazione degli studenti che si vedono sottratto e gettato al vento, un anno di formazione, in un periodo di crisi in cui l’unica via d’uscita è la competenza, la qualità, l’alta professionalità.

Si intravede, tra le righe, facendo un collage tra questo e ciò che succede nel resto del Paese, la china lungo la quale la Scuola, come tante altre Istituzioni Culturali, sta scivolando spinta a forza da chi fa dell’ignoranza, dell’insensibilità, dell’ottusità strumento di conquista.

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