Il libro di oggi – Girare difficile, di Steven Katz


 



     Sto finendo di leggere questo testo, ma non intendo parlarne qui perché si tratta di un testo molto tecnico e difficilmente raccontabile in un blog. Però ci sono alcuni spunti, fra i vari movimenti di macchina che vengono spiegati, che meritano una lettura perché possono essere persino divertenti. Soprattutto, se qualcuno non ha mai visto un set, si può fare un’idea di quel che vi succede normalmente.

    Ricordo ancora – parlo di sei, sette anni fa – una discussione con Giada a causa di una mia telefonata: “Un quarto d’ora e abbiamo finito”. Arrivai a casa più di tre ore dopo. Lei mi chiese qualcosa cui non sono mai riuscito a rispondere perché solo facendoci un giro dentro lo puoi capire: “Spiegami com’è possibile – mi disse – che una persona ritenga di avere ancora un quarto d’ora di lavoro davanti, e invece ne ha per tre ore”. Ecco, Steven Katz ce ne fornisce una spiegazione concreta. Per oggi arriviamo fino all’ora di pranzo.

    “La troupe si riunisce alle 8:00 in studio. Il cast arriva alle 8:30 e le prove iniziano alle 9:00. A causa dei cambiamenti dell’ultimo minuto nello script, il regista può decidere di aggiungere alla scena alcuni dialoghi. Mentre gli attori aspettano di conoscere le nuove battute, i tecnici sistemano le luci. Le prove procedono lentamente perché gli attori non hanno familiarità con i nuovi testi e il regista continua a fare modifiche. Intorno alle 10:30 la scena comincia a prendere forma.

     Il regista si accorge che gli attori stanno acquistando lo stile necessario e decide che proseguire le prove danneggerebbe soltanto l’esito della loro performance. Le controfigure per la prova luci arrivano sul set e il direttore della fotografia sistema l’illuminazione. Sono le 10:45. C’è una breve prova di luci e poi vengono chiamati gli attori. Le prove di questa fase richiedono circa 20 minuti, ma è evidente che il movimento finale sarà molto impegnativo.

    Il regista comincia a stabilire le riprese effettive ma agli attori mancano ancora alcune battute così decide di appuntare i dialoghi su alcuni fogli. Alla fine riescono a realizzare correttamente la scena in una sola ripresa ma l’operatore perde la messa a fuoco. Il regista rivede la scena registrata e nota che la coreografia finale della mdp non è esatta. Lavorano quindi a correggerla e a provare la nuova messa in quadro. Sono le 13:00, è ora di pranzo.”

(Continua…)

   

Pubblicato da Giovanni

Mi chiamo Giovanni Covini. Faccio il filmaker e mi guadagno da vivere insegnando cinema. Nel 2006 ho vinto un David di Donatello e un Nastro d’Argento per Un Inguaribile Amore, documentario visibile attraverso il link sulla mia homepage. Nel 2012 ho pubblicato Le Ferite dell’Eroe, per Dino Audino Editore. Nel 2017 lavoro ad una docu-fiction sul rapporto fra Cristiani e Musulmani, attraverso il Romeo e Giulietta di Shakespeare.

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