Lo spunto di oggi – L’ascensore

 

 

Nove e trentasette. Ingresso scuola. Moltitudine di fronte all’unico ascensore del palazzo. Sale il primo carro bestiame. Il resto attende. Dopo qualche minuto l’ascensore torna giù. Salgo con il secondo carro. Il primo a lanciarsi dentro è un giovane alto e magro, che schiaccia con foga il tasto 2. Gli altri vanno tutti al 4, la cosa è evidente perché sono studenti e la scuola è solo al quarto piano.

L’uomo si ficca in fondo all’ascensore. Al secondo piano le porte si aprono e lui deve scendere. Chiede permesso a tutto il gregge stipato sotto la luce al neon e nell’aria che sintetizza i deodoranti e i profumi di undici persone. Meglio delle sintesi che avvengono a fine giornata, comunque. Il gregge si smuove, e in qualche modo riesce a farlo passare.

In aula sottopongo il problema. C’è un ostacolo: il probabile ritardo. Un desiderio: arrivare prima possibile. Un’azione: correre. Ma c’è anche qualcosa che non funziona. Perché cacciarsi in fondo all’ascensore se sai già che devi scendere per primo ? Ci saremmo stati tutti, era evidente, e il personaggio avrebbe potuto agilmente salire in coda e schiacciare 2.

Lo chiedo ai miei studenti che si guardano pensierosi. Perché quest’incongruenza ? Il personaggio se ha fretta fa le cose velocemente, ma la velocità non coincide con la mancanza di logica. A quella bisogna trovare una motivazione più profonda. Ansia, dice qualcuno. Giusto. E che cos’è l’ansia per un personaggio ? L’ansia è lo specchio interno dell’ostacolo esterno. Qualcosa che ha a che vedere con i problemi che il personaggio ha con se stesso, e che vengono attivati dal problema esterno contingente.

Ascolto la risposta. Certe volte sono così felice…

Pubblicato da Giovanni

Mi chiamo Giovanni Covini. Faccio il filmaker e mi guadagno da vivere insegnando cinema. Nel 2006 ho vinto un David di Donatello e un Nastro d’Argento per Un Inguaribile Amore, documentario visibile attraverso il link sulla mia homepage. Nel 2012 ho pubblicato Le Ferite dell’Eroe, per Dino Audino Editore. Nel 2017 lavoro ad una docu-fiction sul rapporto fra Cristiani e Musulmani, attraverso il Romeo e Giulietta di Shakespeare.

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