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Lo spunto di oggi – Il lavoro dell’attore sul personaggio (2)

PERIODO DELLA REVIVISCENZA

    “Denominerò il secondo processo creativo periodo della reviviscenza.

 

Se il primo momento, quello della conoscenza, è stato paragonato al primo incontro, al corteggiamento di due giovani innamorati, il secondo, quello della reviviscenza, può essere paragonato al momento di unione, inseminazione, concepimento, formazione del feto.
    Nemirovic-Dancencko illustra questo momento creativo con il seguente paragone: perché cresca il frutto o la pianta c’è bisogno di porre il seme nel terreno; appena esso inizia a marcire spuntano le radichette del frutto o della nuova pianta. Il seme della creazione deve anch’esso essere posto nell’animo dell’attore, per poi marcire, mettere le radici, dalle quali avrà origine una nuova creazione, che apparterrà all’attore ma anche all’autore, per “affinità di parentela”.
    Come il periodo di conoscenza è preparatorio, così il periodo di reviviscenza è costruttivo; il primo periodo ha arato il terreno, preparandolo al secondo, quando si getterà il seme della vita in quei brani del personaggio ancora atrofici.”

    La parola che mi viene in mente leggendo questa seconda fase del lavoro, è tempo. Tempo per ascoltare cosa muove dentro di noi un personaggio, e come si muove dentro di noi. Il tempo dedicato alla relazione sembra spesso il più inutile del mondo. Non so, prendiamo il caso di un bambino piccolo, come può essere un personaggio che conosciamo ancora poco. Tutte quelle ore passate a giocare con un lego che non sa nemmeno costruire, piuttosto che a mettere cubi di plastica in un barattolo per poi rovesciarli per terra…. a cosa serve ? Si parte da cose semplici: che piatto gli piacerà ? Che film guarderà ? Che vestiti indosserà ? Man mano ci si conosce e il personaggio diventa grande con noi e dentro di noi. Come l’altro che stiamo conoscendo nella vita normale, si delinea in noi con il passare del tempo e delle inezie.

    Ma in ogni caso, in quest’epoca di risultati subito senza fatica e senza percorso, di produzioni pressate dai tempi e dal budget, fa piacere riascoltare Stanislavskij.

 

Saper – aspettare….
 

(Prosegue) 

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